Aveva voglia di volare. E tanta. Ma tanta proprio.
Jack prese tutti i suoi averi e li regalò a Mike il barbone. Stava male, quello. Stava davvero male Mike: non aveva nulla, per scelta, e una volta avute tutte le cose da Jack stette proprio male, visto e considerato che doveva disfarsene per poter praticare ancora il lavoro di barbone che tanto duramente si era guadagnato. E perchè? Perchè Jack voleva volare!
E lasciò tutto, dunque. Jack salì in casa, andò in camera sua. Quinto piano. Si spogliò. Completamente nudo optò per uno slip bordeaux che sbucava da sotto una poltrona e che ormai era lì da mesi. Lo indossò. Si guardò attorno. Il cappello. Ci voleva un cazzo di cappello. Ideona: i pantaloni del pigiama di cotone, celestini con gli elastichini ai bordi. Li mise in testa, quasi a formare una chioma lunga. Ebbe, pertanto, la felice idea di legarsi i due dredd formati dalle gambe del pantalone del pigiama con un elastico per capelli di Liz, la madre puttana. Ora mancava una cosa: del trucco. Non era gay, ma eccentrico ad alti livelli. Ma proprio tanto. Si mise dello smalto a macchie rosa sulle unghia. Nessuno l’avrebbe mai notato comunque. Ombretto viola e matita nera. Rossetto color carne.
Era pronto? Si.
Prese le chiavi. Uscì dalla porta dell’appartamento. Dal quinto piano raggiunse l’attico. Nudo e poco infreddolito nonostante le basse temperature del periodo, Jack si trovava sull’attico. Posò le chiavi di casa in maniera delicata, come fossero fatte di un materiale fragile e prezioso, per terra. Si stiracchiò verso il cielo. Girò di 360 gradi per osservare la merda di città che lo circondava. “Che liberazione!” pensava. Aveva già ora abbandonato gran parte dei suoi pesi sullo stomaco. Era pronto.
Sul cornicione osservava lo strapiombo. ERA PRONTO CAZZO!
Ma… gli sovvenne un’idea. UNA GENIALATA! La cosa che lo avrebbe distinto da chiunque, da tutti i tentativi di imitazioni che sarebbero stati successivi al suo e da tutti i tentativi precedenti di gente morta che avrebbero potuto denunciarlo per plagio (o chi per loro, credo…).
L’idea gli era balenata così violentemente che divenne priorità rispetto al resto. Era fantastica, come idea! La migliore della sua vita, forse. Fu così che Jack, nudo in mutande, con trucco in viso e pigiama in testa, gridò dall’attico verso la strada: “Gente! GENTE! Quel che siete ora avrete!!!”.
La gente inizialmente non si accorse di niente. Poi con un passaparola fulmineo si ritrovarono tutti sotto ad osservare.
Fu allora che Jack, genio incompreso del suo tempo, si abbasso gli slip e, mostrando le natiche dall’alto del palazzo, creò la cosa più bella che gli fosse mai venuta in vita, lasciandola volare per sette piani fino a sentire lo “splat” quasi TIPICO sul marciapiede.
E fu come se un pò di lui, quel giorno, fosse riuscito a volare!