La miscela nel cinquantino scarseggiava come sempre. Il vento contro non aiutava di certo, eppure i capelli lunghi al vento lo facevano star bene. Guardava davanti, ma in realtà il cervello non percepiva le stesse immagini. Era prima in un taxi, poi in un camper con la band, poi su di un palco, poi sulla folla, poi nei camerini.. Sognava mentre guardava la strada. La sua fede era sulla schiena: uno zaino nero dalla forma strana, contenente un qualcosa che rappresentava da sempre oramai i suoi sogni. Una chitarra. Una chitarra vera. Una chitarra diversa dalle altre. Una chitarra che gli avrebbe dato quello che voleva: girare il mondo con le sue canzoni. E Frank pedalava. I capelli al vento. La chitarra nella custodia nera sulla schiena. Il cinquantino sotto di lui lamentoso. E sognava.
Cosa avrebbe fatto se avesse saputo in quel momento che di lì a due anni si sarebbe trovato con un camice bianco a Fanculocity a leccare il culo ad un capo per una manciata di soldi con i quali non si sarebbe mai nemmeno comprato un pedalino della Boss, ma con i quali avrebbe pagato la benzina per la propria Panda?
Frank sogna
Marzo 5, 2008 di raccontastorie








