Jack disse: “Si, è così”. L’uomo alle sue spalle si fece scuro in viso, come se avesse compreso in un istante il significato della vita. Abbassò leggermente il capo e, portandosi la mano al mento, iniziò a riflettere. Jack immobile sentiva l’uomo muoversi alle sue spalle. Non aveva paura in quel momento. Avrebbe dovuto esserlo, come sempre, ma non fu così in quel momento.
L’uomo fece quattro passi in direzione opposta di Jack. Si fermò. Alzò il capo come illuminato da una verità, chissà quale. Fissò il cielo. Guardò le spalle di Jack. Jack si sentì osservato, giustamente direi..
Allora Jack si voltò e disse seccato: “Si si! E allora?!” e andò via.
L’uomo non capì, ma sapeva bene che in quel momento il silenzio era la cosa più giusta.
Jack, una volta lontano, disse tra se e se: “Volare non è da stupidi, tanto meno se basta concretizzare un sogno per renderlo realtà”. Giunse sul bordo di un precipizio. Osservò il fondo scuro del burrone. Jack sorrise, girò i tacchi e se ne andò.
L’uomo non capì, ma sapeva bene che in quel momento il silenzio era la cosa più giusta.
Jack, una volta lontano, disse tra se e se: “Volare non è da stupidi, tanto meno se basta concretizzare un sogno per renderlo realtà”. Giunse sul bordo di un precipizio. Osservò il fondo scuro del burrone. Jack sorrise, girò i tacchi e se ne andò.








